perfection

Vorrei dare il mio volto a questo blog. A volte ci penso, però poi torno dell’idea che è meglio evitare di postare i miei dati anagrafici o le mie foto esplicite (onde evitare spiacevoli sorprese) e, allora, ho deciso di soffermarmi sugli aspetti che mi hanno di più incitata a crearmi questa piccola valvola di sfogo virtuale, lontana dagli altri (che avrebbero da ridere e ridire) , che mi aiuta far emergere gli aspetti( di me, specialmente) che più mi portano all’esasperazione e, di conseguenza, al mio percorso che si volge sempre di più verso il basso.

C’è un aspetto in me che sembra essere quasi una malattia: il perfezionismo.

Ho un’innata ossessione di pretendere da me stessa l’ottenimento di performance elevate, anche troppo, delle volte, per i miei standard, ma l’ho sempre vista come l’unica cosa in grado di gratificare i miei vani sforzi di sentirmi una persona realizzata. Non lo sono, appunto, una persona realizzata. Nemmeno felice, quello mai. Non so che sapore abbia il sentirsi felici e completi, appagati da quello che si fa e che si ha. Tendo ad avere questa forte tendenza al perfezionismo anche perché temo di deludere le aspettative elevate ed i così detti clichés che hanno su di me  coloro che mi circondano e  la mancata realizzazione di un obiettivo, nella mia solita maniera meticolosa , mi rende una persona ancora più fallita di quanto io già non mi senta di essere. La mia brillante carriera scolastica può esser definita tale semplicemente per il fatto che l’incessante impegno che dedico agli studi e gli eccellenti risultati conseguiti mi servono a dimostrare che c’è qualcosa nella vita che forse riesco a fare, ma basta un piccolo fallimento scolastico, una piccola distrazione e la mia condizione di frustrazione si espande anche a questo livello che, fino ad ora, mi è sembrato intoccabile( tranne per due punti che, per una volta, non mi hanno permesso di raggiungere l’eccellenza sempre ambita e che ancora mi fanno dolere dentro). Cerco di raggiungere sempre la perfezione in ambito scolastico perché odio le critiche (tralasciando i soliti motivi relativi all’ampliamento della cultura, della libertà di pensiero,della creazione di una coscienza autonoma…  che sono giustissimi, che condivido in pieno e che mi spingono a continuare, ma per i quali non è necessaria questa perfezione maniacale a cui ambisco io) e, almeno da quel punto di vista, voglio sentirmi libera di essere, per una cosa sola, quella brava, visto che il resto è tutta una continua critica, un continuo essere “troppo” o ” troppo poco”. Non si è mai abbastanza, non si è mai quello che si vuole raggiungere al livello di ciò che si vuole raggiungere. Lo sperimento su di me, sempre ed anche la mia bilancia è d’accordo. La mia mania del perfezionismo si estende su ogni aspetto della mia vita ed ogni fallimento è una catastrofica sconfitta da cui la ripresa, ogni volta , risulta sempre più difficile. Nei rapporti con gli altri( con coloro che mi interessano, ovviamente) cerco di enfatizzare quanto più posso i miei aspetti positivi, cercando di occultare ( e mi viene difficile) quelli negativi che tendo troppo a tenere per me, cercando di dare un’immagine di me intesa come persona gaia, leggera, spensierata… evitando di far emergere la parte perversa che si cela dentro di me. Anche se qualcuno più intimo ha conosciuto questo lato oscuro(che non è solo dato dal perfezionismo) e non mi ha abbandonata. La pausa dallo studio ed i miei recenti avvenimenti( che se fossero andati diversamente mi avrebbero distratta dal compimento dei miei obiettivi perché mi avrebbero ostacolata,quindi meglio che sia andata così )mi hanno portata scaricare questa mia ostentata mania su qualcosa di diverso dal mio solito obiettivo e questa mia nuova ossessione (che poi nuova non è perché viene e va e oggi è qui che cammina al mio fianco) mi ha portata ad un’acquisizione di un controllo maggiore delle mie azioni che poi è crollata ed è divenuta una perdita di controllo delle azioni stesse che sembrano avere oltrepassato i limiti dell’accettabile. Ma va bene così. E’ un obiettivo, è una punizione, è una via di fuga dall’impossibilità di un’accettazione, che potrebbe diventare un’illusione,una devastazione o una realizzazione che mi può portare distruzione di quelli che sono gli ostacoli che non mi permettono di raggiungere la perfezione.large (2)

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